Eremita a "Case Nuove"

 

La “santità” questa opera dell’amore di Dio, quando trova una anima docile e fedele compie miracoli. Ersilia ha finalmente capito in questo opera che più vale porta tutta se stessa: la sua vivida intelligenza, il suo grande cuore, la sua volontà capace di capovolgere tutto.

 Il Divino amore, come aquila, piomba sulla preda e la rapisce. Quell’Amore che è pazzia per la folla dei gaudenti, per quei di senso comune, la trasporta invece a quella che in linguaggio mistico si chiama “ la divina follia della croce”.

 Un anno di vita a Case Nuove, luogo remoto nei dintorni di Foligno, è tutto un stupendo succedersi di azioni sanguinanti di sacrificio totale, ricche di sublimi eroismi.

 Due sacerdote la conquistano alla sequela del Cristo umiliato, disprezzato e crocifisso, giacché il perfetto amore si adorna di queste gemme preziose.

 Troviamo Ersilia nell’umile atteggiamento della “ questuante pochi centesimi” per amore di Colui che sulla montagna delle beatitudini, circondato dai suoi, disse con voce mite che portò la rivoluzioni dei valori: Beati i poveri…di essi è il Regno dei cieli!” ( Mt 5, 1-12)

 Con il suo modesto abito, umilissima, sfinita dalla continua penitenza, in obbedienza al suo confessore, nella Chiesa prende posto in mezzo alle nobile dame, che non riconoscendola più, con gesto supervo la respingono lontana da loro. Ella nulla rispondendo, con volto irradiato di sorrisi rimane assorta in preghiera, ascoltando la divina Parola. Non ha proclamato la stesa verità: beati quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”?( Lc 2, 27-28).

 Un giorno le parole ingiuriose di una sua beneficata le rinfacciano il suo passato peccaminoso. L’eremita penitente, con l’anima piena ormai di Coliche “ insultano non rispondeva e minacciato non ricambiava la crudele minaccia. ( Geremia) si inginocchia, dichiara giuste le ingiurie che riceve, domanda perdono dagli scandagli dati e bacia con effusione la mano di chi la offende.

I suoi possedimenti, le vesti, le gioie preziose le dona ai poveri perché Gesù ha detto: “ se vuoi essere perfetto va vendi quello che hai dallo ai poveri.” ( Lc18, 22)

Per ricoprire il suo fragile corpo, da ora in poi, basterà una rozza tunica, ma l’industria dell’Amore autentico le suggerirà di nascondere il duro cilicio sotto il corsetto di lino, fresco ed elegante. Alla sua pelle delicata che a volte impiegata sotto quella ruvida continua tortura si lamentava, la volontà capace di capovolgere tutto rispondeva: “ o questa, o fuoco: o la penitenza abbracciata per amore o l’inferno”.

 Nel primo inverno, quello del 1738, la neve ed il gelo andranno a sferzare anche il piccolo romitorio dove l’eremita quasi assiderata; ma la Provvidenza veglia su di lei che tutta si è abbandonata nelle sue mani…ed ecco arrivare un contadino carico di legna: in mezzo alle neve, su due asinelli: egli dice: - “mi ha mandato il Signore dice”.

Nel’ anno 1739 a Perugia, dalle mani del padre superiore dei Minimi, il 21 ottobre, riceve l’abito di S. Francesco di Paola e prende il nome di Suor Maria Maddalena del Crocefisso.

 


Eremita

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