La vita di quest’anima fu caratteristica della sua anima e della sua opera è lo splendore della fede, della speranza e della carità. Finché ella visse sola nella vita eremitica, non domando nulla agli uomini, perché attendeva tutto da Dio con fede e fiducia in Lui illimitate ed incrollabili. Iddio prova continuamente la sua sposa, ma ella rimane appoggiata a Cristo: avvolte il necessario, indispensabile alla vita arriva al ultimo istante e proprio quando non può farne a meno, arriva e ami delude la fede diritta, la speranza certa, l’ardente carità dell’eremita povera e umile. Dietro a lei le sue figlie, la sua opera, ricevono questa impronta tutta soprannaturale e divina. Con tale fede che si incendia di fiducioso abbandono d’amore ella attraversa e supera prove, dolori, contraddizioni, persecuzioni, ed in un atto d’abbandono amoroso va incontro a Sorelle Morte.
La sera avanti di amore, ebbe a dire alle sue Suore: “Sembra tanto faticoso morire, ma non è vero: da sonno a sonno, da riposo a riposo, ci si trova in Paradiso”
Quale palpito di bontà Gesù accese nel cuore ardente di Suor Maria Magdalena! La divina carità comandata da Lui: amare Iddio con tutta l’anima, con tutta la mente, con tutte le forze, e l’altro comandamento simile al primo: amare il promesso come se stessi!
Suor Maria Maddalena, amò di ardente carità il Signore ed a Lui si dono fino al sacrificio di tutta se stessa, sacrificio di sé che è prova autentica di perfetto amore. Lo amò con la sottomissione della sua, alla divina volontà, lo amò nell’ardente, continua ricerche dell’orazione che le arse nel cuore e che la trasfiguro; lo amò nel Sacramento dell’Eucaristia, lo amo nei fratelli? Nelle sue membra più facili, nei più sofferenti, nella devozione alle anima penanti in purgatorio, lo amò nella zelo che la consumò per la salvezza delle anime che sono costate a Cristo ed alla Vergine sua Madre indicibile martirio. Era solita dire: una giornata in cui non soffro mi pare che sia una giornata senza calore di sole”.
Tra le sue virtù vediamo: la virtù della prudenza in modo singolare la guidò tutte le attrattive dei sensi e delle cose terre per eleggere il gusto della vita mortificata e penitente che affrettava i suoi passi verso il cielo.
Non meno preziosa rifulse in lei la temperanza. Ammoniva continuamente le sue religiose e gli accessi di fervore, ebbe per sé come norma la mortificazione dei sensi per cui fu a lei dolce l’amaro ed amaro il dolce.





